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Federico Torra. Le Couvent de La Tourette 



Magazine
Meraviglia Paper

Photographic project by Federico Torra

Category
online article 

Publish 
05 marzo 2021
 

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«Dare ai monaci ciò di cui gli uomini oggi hanno più bisogno: silenzio e pace. Questo monastero non si deve mostrare, ma deve vivere all’interno». Con queste parole, Reverendo Padre Marie-Alain Couturier propose a Le Corbusier di progettare il convento de La Tourette a Eveux-sur-Arbresle. Frate domenicano e prete cattolico,  è stato colui che convinse i frati domenicani di Lione a dare l’incarico al celebre architetto. Couturier è stato uno delle figure centrali nel riconsegnare un ruolo all’arte sacra nell’epoca moderna.

Al Convento de La Tourette il tempo è scandito dai ritmi della contemplazione. Si trova in una piccola valle, isolato, immerso nel silenzio della natura nelle montagne ad est della Francia.
A distanza di sessant’anni dal suo completamento, avvenuto nel 1960, il convento mantiene ancora quelle caratteristiche di luogo votato al raccoglimento e all’estraniamento fortemente voluto da Couturier, sposando i valori di frugalità e disciplina dei monaci, perfettamente in comunione con il minimalismo tardo modernista, razionalista e brutalista di Le Corbusier. Oggi l’edificio è la casa di qualche decina di monaci, ma negli ultimi quarant’anni si è aperto al mondo accogliendo persone esterne al corpo monacale, visitatori come architetti, curiosi e studenti - spettatori della vita dei monaci con cui non si può entrare in contatto -, hanno fatto de La Tourette un luogo di incontro per diverse discipline connesse alle scienze umane e alla filosofia.

La sua struttura esterna rigorosa e austera, per lo più in cemento armato e ampie vetrate, accoglie al suo interno cento celle singole, una biblioteca comune, un refettorio, un chiostro sul tetto e una chiesa. L’immersione nella vita monacale, la sobrietà delle stanze e della mensa, i bagni comuni e il silenzio che pervade le stanze de La Tourette, danno vita a un’esperienza di ospitalità non convenzionale, luogo feritile per coltivare il pensiero e  i rituali dell’anima. Senza limite di permanenza.

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All images: © Federico Torra