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Charles Fréger. Una Fabula a Milano



Magazine
Il Fotografo

www.charlesfreger.com

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Publish 
marzo 2019
 

#charlesfreger
#armanisilos
#writing
#photography
In età classica il termine fabula, dal verbo latino fari, stava ad indicare un racconto orale di narrazioni fantastiche, come leggende e miti allegorici, che narravano la vita e le gesta degli dei. Da queste nascevano tradizioni e simboli rituali che si tramandavano di paese in paese e di generazione in generazione, affondando le proprie radici nella primitiva sapienza dei popoli.
Non a caso, la notevole opera di Charles Fréger può essere definita come una sorta di fabula visiva. Nelle sue immagini il fotografo francese, indagando il rapporto tra l’idea di comunità e i suoi codici di abbigliamento intesi come emblema sociale, diffonde storie, ritualità e simboli delle varie collettività in giro per il mondo. Un approfondimento antropologico quello di Fréger che richiama, nella sua idea di catalogazione, l’antesignana opera del fotografo tesdesco August Sander Face of Our Time (1929) - un ritratto dell’allora società della Repubblica di Weimar, attraverso la rappresentazione archetipa dell’individuo in classi sociali, professioni e mestieri - .
Tuttavia l’opera di Fréger non si limita ad una classificazione di prototipi, ma il suo interesse si spinge più in profondità, ovvero al modo in cui gli uomini affrontano paure profonde ed esprimono il bisogno o la volontà di appartenere. Il suo lavoro costruisce una codificazione progressiva di segni ed evidenzia il potere degli abiti come mezzo di comunicazione non verbale. Ciò che rende ancora più sorprendente l’opera di Fréger è il suo coinvolgimento con i soggetti, dove talvolta è lui stesso che prende parte attiva al travestimento per comprendere a pieno ciò che sta studiando.  




All images: © Charles Fréger